luce accesa, blu, non esce niente e io anche se vorrei ascoltare qualcuno che abbia qualcosa da dire, mi tappo le orecchie, chiuso nel buio di una stanza che guarda la libertà da un divano. prendi le mie mani, portale sui tuoi fianchi e poi grida la frase che voglio sentire, grida così forte che non sia solo io a sentirti ma tutta la città. cosa brucia davanti a me?
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Ho paura dell’incontro
con il passato che torna
a confrontarsi con la mia vita
Ho paura delle notti
che, popolate di ricordi,
incatenano il mio sognare
Però il viaggiatore che sente
prima o poi trattiene il suo andare
e sebbene il dimenticare
che tutto distrugge
abbia ucciso la mia vecchia illusione
custodisco nascosta una umile speranza
che è tutta la fortuna del mio cuore
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Zeus è un pesce della specie Carassius auratus, cioè un comunissimo pesce rosso, e come avviene di solito per tutti i pesci rossi che vivono in un appartamento non può uscire dalla sua boccia piena d’acqua e trascorre quindi i suoi giorni, tutti uguali, guardando al di là del vetro dell?acquario che si affaccia sul resto dell’Universo, forse desiderando quello che gli è negato: vedere il mondo, avere altre esperienze. Ma non esiste qualcuno che sia più impotente, indifeso e privo di possibilità comunicative di un pesce rosso nella sua boccia d’acqua. E Zeus è uno di loro. Alberto, il proprietario di Zeus, è un giovane impiegato di banca, che cerca di farsi strada come può nel mondo del lavoro. Adelaide, la sua fidanzata, è esasperata dal fatto che Alberto è sempre troppo impegnato con il lavoro e rimanda la data del matrimonio. In realtà anche Alberto, come Zeus, è prigioniero della sua boccia di vetro, prigioniero in una vita triste e grigia. Ma mentre la vita di Alberto scorre plumbea e piatta, dalla sua “prigione” in casa di Alberto, Zeus elabora un piano che gli permetterà di coronare il suo sogno: non essere più costretto dentro un acquario, ma essere libero in un luogo dove vivere serenamente e libero. Rimane però sempre una forte ambiguità: è il pesce a volere tutto questo o è Alberto, che proietta i suoi desideri sul pesce? Zeus è un genio che riesce a ottenere la libertà oppure è tutto frutto della immaginazione di Alberto? E? il pesce che cerca la libertà da una vita soffocante o è Alberto?

2007 in un respiro sperando che ce ne sia un altro ad aspettarlo
finisce in un giorno di maggio – inizia forse lo stesso giorno, di maggio
2007 fai i conti senza saper contare, io sono il risultato.

tell me, could you ever tell the secret of the sea?
or these high rolling waves along the shore?
the footprints of the lovers that come here to love
by the tides washed away forever more…
cose che non tornano
cose che restano
cose che passano senza peso
sì, un giorno dirai così, ma adesso no
facile ammetterlo dopo…
però cosa serve sapere tutto
quando l’incoscienza ti batte mille a zero?
perchè è così, lo è sempre stato, per tutti
e allora mi lascierò.
spero di essere abbastanza
e non rendermene conto più di tanto.
Tutta la notte a aspettare un saluto e pensare “Ti amo!”

Care Vacche,
Sto onarando il nostro contratto nel migliore dei modi rispettando alla perfezione ogni articolo e comma, spero che da parte vostra ci sia ancora l’intenzione di arrivare a quanto concordato.
Voi avete fatto di tutto per farmi uscire dal gioco, fallendo miseramente se posso permettermi un’osservazione, ora vi resta poco tempo.
Ricordatevi che non si può andare contro le profezie.
Così è e così sia
Vostro affezionatissimo
Mario
Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro:”Tieni duro!”.
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E – quel che è di più – sei un Uomo, figlio mio!
Rudyard Kipling
quando sono trafitto da uno spillo e mi dibatto sul muro
come potrei allora cominciare a sputar fuori
tutti i mozziconi dei miei giorni e delle mie abitudini?
come potrei rischiare?